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MERANO
Interessante connubbio fra arte e turismo
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L'arte come veicolo per portare a Merano un turismo che non si limita a gustare una cornice di splendidi scenari naturali e prelibatezze gastronomiche locali, ma arricchisce nel contempo il proprio bagaglio culturale. Spazi e strutture dedicati a opere anche permanenti costituiscono un intinerario di sicuro interesse. Alcune tra queste, meritano in modo particolare di essere citate. |
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Castel Tirolo, recentemente inaugurato dopo un accurato restauro, è la sede del nuovo Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano.
Il mastio. Regale, altezzoso nelle forme, offre, una volta raggiunto il sottotetto, attraverso feritoie ora sapientemente chiuse da vetri, una visione mozzafiato, a 360° delle circostanti vallate. Un insieme di tecnica e tecnologia si fondono sapientemente con genialità e rispetto per quanto di tradizionalmente artistico e storico è impregnato il castello. All'interno una piramide capovolta, autoportante, costruita interamente in acciaio ossidato color ruggine, progettata dallo studio di architettura A5 degli architetti Walter Angonese e Markus Scherer - e poi dal 7/2001 da Scherer da solo - ospita su ventidue livelli la storia contemporanea dellAlto Adige, dal 1898 al 1992. Il programma espositivo, accompagnato da installazioni multimediali e da filmati storico-sceneggiati, ospita anche opere di artisti contemporanei, (Andreas Kompatscher, Albin Egger-Lienz, Hans Piffrader,Christian Hess, Karl Plattner,Walter Pichler, Peter Fellin, Gilbert & George, Elisabeth Hölzl, Kurt Lanthaler) che hanno voluto confrontarsi con questo teatro di storia.
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La discesa da una spettacolare scalinata, anch'essa in acciaio color ruggine, introduce negli spazi del cortile delle cucine. Allinterno del cosiddetto cortile viene documentata la quotidianità medievale degli abitanti di Castel Tirolo attraverso numerosi utensili e attrezzi.
All'esterno, l'intera fortificazione si presenta quasi totalmente integra nella sua struttura originale.
Da ammirare, nellarea antistante il castello Intertempo di Gottfried Bechtold, scultore austriaco darte concettuale che ha interpretato un carico architettonico nellambito del percorso museale esterno e nel contempo ha raccolto la sfida a rappresentare la complessità del concetto di tempo attraverso un modello artistico. L'opera è costituita da piastre di calcestruzzo di forma trapezioidale, che concorrono a formare un percorso lungo 300 metri, che porta alla visita dell'imponente facciata del maniero e nel comtempo la vista può spaziare sulla valle aperta. Sulle piastre sono impresse una miriade di impronte che vanno dalla coppa nuziale medievale di Margareta Maultasch alle tracce dei pneumatici di un odierno rampichino. La sintesi concettuale è quella di unire, in un percorso senza tempo, momenti di vita passata a momenti di moderna quotidianità.
Castel Tirolo, inserendo nei propri spazi anche opere di arte contemporanea, si propone come polo di primissimo piano in quell'universo di chi sa vedere oltre che guardare.
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Info: Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo
tel. +39 0473 22 02 21 - fax +39 0473 22 11 32
e-mail: info@Schlosstirol.it
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Kunst Meran/o arte. Dallottobre del 2001 dispone di una propria struttura progettata e arredata dagli Architetti meranesi Thomas Holler e Georg Klotzner: un edificio a più piani nel centro storico. Una tipica casa sotto i portici di proprietà della Cassa di Risparmio di Bolzano appositamente restaurata e adattata, nei suoi 500 mq circa, alle esigenze di un moderno spazio espositivo. Sapientemente diretto da Herta Wolf Torggler, lo spazio espositivo che comprende, oltre alla galleria, un atelier per ospitare artists in residence, il Caffè Kunsthaus divenuto punto di ritrovo per Merano, una sala conferenze e concerti ed uno shop con libri e artigianato artistico, costituisce una moderna realtà per incontri e confronti tra arte moderna e contemporanea proiettata verso lEuropa.
Attualmente la Kunst Meran/o arte ospita la grande retrospettiva di Oswald Oberhuber - Mutazione Permanente.
Oberhuber nasce a Merano nel 1931, dove passa linfanzia. Successivamente vive e lavora a Vienna. Oberhuber, che non ha lavorato solo come artista in senso stretto, ma è stato anche designer, architetto, gallerista, professore e collezionista, ha influito moltissimo sulla scena dellarte austriaca e contemporanea, usando i più disparati linguaggi per esprimere il suo talento artistico.
In questa mostra, curata da Andreas Hapkemeyer, che si può considerare una completa retrospettiva anche se è un piccolo scorcio dellincredibile varia ed ampia produzione di Oberhuber, sono esposte opere scelte degli anni 1949 - 2003 tra le più diverse ed importanti sfere creative di questo eclettico artista di fama internazionale.
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Dal 13 settembre 2003 e fino al 11 gennaio 2004 ospiterà la mostra Meta.fisica: arte e filosofia da de Chirico allArte Concettuale
curata da Valerio Dehò.
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Il percorso espositivo adottato nellallestimento, attraverso opere provenienti dalle migliori collezioni italiane, vuole analizzare il rapporto tra lidea della Metafisica e lo Spazio Umano inteso come ambiente in cui rinnovare continuamente il senso e la scoperta dellesistenza, è suddivisoin quattro sezioni . La prima sezione intitolata La spirale del Tempo comprende opere di artisti storici del movimento qualiAlberto Savinio, Giorgio de Chirico,Filippo De Pisis, Giorgio Morandi, Mario Sironi, Mario Tozzi. La seconda sezione è intitolata Enigmata: oggetti, proiezioni, silenzi con opere, tra gli altri, di Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini, Gianni Piacentino, Ettore Spalletti, Marco Tirelli. La terza sezione dal titolo Tracce rappresenta alcune ricerche artistiche degli anni 80 con opere di Franco Rasma, Tino Stefanoni e Paola Gandolfi. La quarta sezione è dedicata specificatamente a quadri e progetti del grande architetto Aldo Rossi. In sintesi, la mostra vuole analizzare il rapporto tra lidea di Metafisica e lo Spazio Umano inteso come ambiente in cui rinnovare continuamente il senso e la scoperta dellesistenza. Da segnalare, allinterno dellevento linstallazione sonora, appositamente creata dal maestro Marco Maria Tosolini e che accompagnerà i visitatori lungo tutto il percorso espositivo.
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Info: Kunst Merano Arte
Laben - Portici 163, 39012 Merano - Italy
tel. +39 0473 21 26 43 - fax +39 0473 27 61 47
e-mail: info@kunstmeranoarte.com - www.kunstmeranoarte.com
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Art Drive in: 5 piani di arte e funzionalità
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Parking Thermae, il nuovo parcheggio sotterraneo di Merano strutturato su cinque piani, diventa la sede espositiva permanente di 7 installazioni. Un progetto di arte pubblica ideato da Verena Unterberger, direttrice di progetto, e curato da Benno Simma a cui i sei artisti selezionati hanno conferito identità a un non-luogo per eccellenza. Lintervento artistico non è unoperazione di abbellimento, bensì una redifinizione dello spazio in cui lelemento artistico cresce in e con larchitettura. Art drive in si propone come luogo da vedere e da vivere. Ogni piano del parcheggio è stato affidato ad un artista, che ha potuto cosi contrassegnare a sua scelta i posti auto, le pareti o le colonne portanti delledificio.
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Al piano 0 il designer svizzero Ruedi Baur riveste 116 posti auto con altrettante immagini fotrografiche del fiume Passirio scattate lungo tutto il suo percorso. La segnaletica indica oltre alla dislocazione dei singoli parcheggi anche lindicazione geografica in cui il fiume è stato fotografato.
Il piano +2 e il tunnel che collega il piano alluscita ospitano lopera Parete di nebbia. Panta Rhei dellarchitetto e artista meranese Margit Klammer. Le pareti sono rivestite di acciaio color ruggine e attraversate da fenditure da cui trapela una luce al neon bluastra. Nel tunnel di collegamento lambientazione coinvolge oltre che la vista anche lolfatto e il tatto. Dalle fenditure delle pareti in acciaio, adagiate al muro perimetrale quasi fossero una seconda pelle, la luce bluastra si mescola a vapore acqueo profumato immergendo i passanti in una sensazione di benessere del tutto inaspettata.
I vani scala sono caratterizzati da un lavoro combinato fra gli artisti Eduard Demetz e Arnold Mario DallO.
Allinterno del vano scala il compositore altoatesino Eduard Demetz ha allestito uninstallazione sonora dal titolo
Sotto il livello del mare. Rumori, sussurri e voci umane - riprodotti acusticamente o in digitale - che conducono ad un unico tema: il mondo sommerso, si alternano in un continuo andamento che segue il fruitore nel suo tragitto. Lopera è concepita in modo tale che la sorgente da cui viene emesso ogni suono muti continuamente nel passaggio da un piano allaltro, anticipando talvolta i movimenti dellascoltatore. Linstallazione ha una durata di 10 minuti e inizia al rintocco di ogni ora
quasi come fosse uneco della campana del duomo che scandisce allesterno lo scorrere del tempo.
Sopra il livello del mare invece è linstallazione luminosa di Arnold Mario DallO che si completa con il lavoro sonoro di Eduard Demetz. 10 stazioni luminose, allinterno ed esterno del garage, segnalano numericamente le differenti altitudini su cui si sviluppa lintera struttura architettonica.
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Per il piano +1 il fotografo bolzanino Walter Niedermayr ha elaborato un progetto in cui limmagine fotografica, intrappolata ed esaltata allinterno di lightboxes, riveste lintera parete di fondo. Trenta scatti sequenziali realizzati su un ghiacciaio fermano i movimenti e le emozioni vissute da un gruppo di turisti asiatici alle prese con un ambiente a loro estraneo.
Lartista altoatesino Arnold Mario DallO presenta al piano -1 Rapid eye movement, opera multimediale costituita da 8 schermi al plasma incastonati in una parte di marmo nero, in cui il dettaglio di un occhio, che si apre e si chiude ogni 5 secondi, osserva impudentemente i passanti.
Rudolf Stingel, meranese di nascita ma che vive e lavora a New York, ha inteso il piano -2 come una stanza, uno spazio abitabile. Il muro perimetrale è completamente rivesto da uno sfondo argentato su cui spiccano boccioli rossi di stella alpina. Un palpabile richiamo alla tappezzeria comunemente usata negli anni Settanta, oggi fuori moda, e di cui si vuole accentuare laspetto di cattivo gusto. Ma cè anche linvito agli abitanti a recepire lopera nella sua semplicità, come un dono che può rendere speciale un garage sotterraneo. |
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Maggiori informazioni:
Ufficio Stampa STUDIO PESCI
tel. +39 051 26 92 67
fax +39 051 29 60 748
e-mail: info@studiopesci.it
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